I MIGLIORI VINI ROSATI IN BAG IN BOX
Molto spesso siamo soliti pensare ai rosati come a un fenomeno moderno, frutto di un trend di consumo passeggero e modaiolo, vinelli da bere durante l’anno che raggiungono il loro picco di diffusione in primavera e in estate, quando le temperature iniziano ad alzarsi e di bere rossi non si ha più voglia. Il vino rosato è invece parte fondante di alcune culture regionali, specie nel sud Italia, che l’hanno sempre consumato, in particolare sfuso durante i pasti, qualcosa di molto lontano dai rosé da aperitivo che si legano anzi alla tradizione più popolare.
La testa vola fin da subito in Puglia, patria dei rosati italiani più noti a livello mondiale, a base soprattutto di Negroamaro e di Primitivo, oppure di blend di vitigni internazionali e locali. Le piccole cantine naturali prediligono l’utilizzo di varietà tipiche del territorio e, tramite le loro vinificazioni attente e delicate, hanno l’obiettivo di tirare fuori il volto più autentico e genuino di questa tipologia.
In Abruzzo, il rosato, localmente detto Cerasuolo, è da sempre compagno perfetto di pasti casalinghi e in osteria, considerato come una versione più gastronomica e beverina del Montepulciano classico vinificato in rosso. I rosati d’Abruzzo in bag in box, lungi dall’essere dei vinellini scarichi e senza carattere, si presentano nella maggior parte dei casi di un bel colore amarena brillante, dotati di un sorso fresco, pieno e piacevolmente minerale.
COME SI PRODUCE IL VINO ROSATO?
Le tecniche enologiche di produzione dei vini rosati prevedono l’utilizzo di uve a bacca rossa vinificate in maniera particolare al fine di generare il classico colore rosé che ci aspettiamo di vedere nel bicchiere. Spoiler alert: no, il rosato non si fa miscelando vini bianchi e rossi insieme! Esistono fondamentalmente due modalità classiche:
- macerazione sulle bucce: le uve rosse vengono vendemmiate, un filo in anticipo, e lasciate macerare a contatto con le bucce, dove sono contenuti gli antociani, pigmenti idrosolubili responsabili della colorazione del vino. Per dare a rosé dalle tonalità più tenui, tipiche dei vini di Provenza, non si superano solitamente le 6-12 ore di contatto. I rosati in bag in box disponibili su Sfusobuono sono caratterizzati da un colore più intenso e carico, dovuto a una macerazione sulle bucce di almeno 24 ore.
- salasso o saignée - termine francese che letteralmente significa ‘sanguinamento’ - ovvero una tecnica enologica legata soprattutto a produzioni convenzionali che consiste nell’aggiunta di mosto da uve rosse all’interno di mosto bianco. Questa modalità è soprattutto impiegata nella produzione di basi spumante per Champagne e Metodo Classico.
ABBINAMENTO VINO ROSATO E CIBO
I rosati in bag in box si prestano perfettamente a pranzi all’aperto, pic-nic e aperitivi al tramonto, grazie alla loro delicatezza di beva ed estrema piacevolezza olfattiva. I vini rosé sono ottimi abbinati a un tagliere misto di salumi del territorio d’origine, in particolare salame crudo e cotto, e di formaggi freschi o di media stagionatura come un caprino, una robiola o una toma di Roccaverano. I rosati del sud invece possono tranquillamente accompagnare piatti più complessi come una zuppetta di pesce o cozze alla marinara, così come una tradizionale pizza margherita o una pinsa con stracciatella, rucola e pomodorino ciliegino.
Su Sfusobuono puoi trovare una bella selezione di vini rosati naturali in bag in box provenienti da diverse regioni italiane, realizzati con pratiche biologiche e/o sostenibili in vigna e senza additivi chimici in cantina. Scopri rosé bag in box a prezzi competitivi e fatti ispirare dagli abbinamenti gastronomici, dalle offerte e dai consigli della scheda tecnica.