Abruzzo: a metà tra mare e montagna
L'Abruzzo è unico per ragioni essenzialmente paesaggistiche: incastonato tra il mare Adriatico e i massicci del Gran Sasso e della Majella, beneficia dei punti di forza di entrambi gli ecosistemi. Le forti escursioni termiche tra giorno e notte agevolano una maturazione lenta e profonda delle uve; l'ottima ventilazione tiene lontano muffe e malattie della vite; il microclima temperato e mite crea un habitat ideale per la coltivazione della vite. Questo dualismo naturalistico si ritrova direttamente nei bicchieri: il Trebbiano di Cirelli da una parte, fresco e minerale come una brezza adriatica, e il Montepulciano di MorMaj dall'altra, ricco e corposo come l'entroterra pescarese tra i monti Morrone e Majella. A testimonianza della vocazione viticola della regione, l'Abruzzo conta oltre 36.000 ettari di superficie vitata con una produzione annua di 3,8 milioni di ettolitri - il comparto più redditizio dell'intera produzione agricola regionale.
I vitigni autoctoni dell'Abruzzo: Montepulciano e Trebbiano
Tra le uve tipiche regionali, il Montepulciano gioca la parte del leone con quasi 17.000 ettari coltivati - uno dei vitigni più diffusi d'Italia, con notizie storiche che risalgono alla prima metà del Settecento. Vinificato in acciaio e bevuto giovane, dà vita a rossi vinosi e mediamente corposi, con tannino equilibrato e bella freschezza di sorso. Il Montepulciano è protagonista anche del Cerasuolo d'Abruzzo, il rosato più noto della regione: colorato e concentrato, ottenuto limitando la fermentazione sulle bucce a poche ore, è un vino di tradizione popolare e contadina che negli anni ha saputo evolversi tecnicamente senza perdere il legame col territorio. Al secondo posto per diffusione il Trebbiano, con 14.000 ettari vitati: produce bianchi di carattere mediterraneo, sapidi e minerali, contraddistinti da freschezza e agilità di beva, soprattutto in vinificazione d'acciaio.
Le cantine di Sfusobuono
Francesco Cirelli è uno dei nomi storici del vino naturale abruzzese. La sua azienda agricola biologica certificata a Loreto Aprutino produce Montepulciano, Trebbiano e Cerasuolo con approccio biodinamico, fermentazioni spontanee e solfiti ridotti al minimo. I suoi vini in Bag in Box mantengono intatta quella pulizia e freschezza che li rende immediatamente riconoscibili. MorMaj lavora sulle Colline Pescaresi con la stessa filosofia naturale: biologico certificato, lieviti indigeni, nessuna filtrazione. Il risultato sono vini di grande carattere territoriale, capaci di esprimere la complessità del Montepulciano e la mineralità del Trebbiano in modo diretto e senza sovrastrutture.
Abbinamenti con la cucina abruzzese
La tradizione gastronomica abruzzese rispecchia la conformazione fisica della regione: piatti di carne e vegetali dell'entroterra convivono con zuppe di pesce e crostacei dell'Adriatico. L'abbinamento iconico sono gli arrosticini - spiedini di pecora cotti sulla brace - con un sorso di Montepulciano che pulisce il palato dalla grassezza della carne e prepara al boccone successivo. Ugualmente perfetto il matrimonio con gli spaghetti alla chitarra alla teramana con sugo di pomodoro e polpettine. Per i bianchi, il Trebbiano è il compagno naturale di una piadina con squacquerone, di fritture di paranza o di brodetti di mare. Il Cerasuolo d'Abruzzo si rivela un passepartout versatile: tiene bene con il formaggio alla griglia, con le pallotte cacio e ova, con i brodetti di Pescara e Vasto, e perfino con le paste brodose a base di legumi e peperone crusco.