TOMMASO CAPPA
Tommaso è un enologo, Agnese un'architetta e insieme rappresentano la cantina Tommaso Cappa. Si conoscono a Dogliani dopo anni passati a studiare, lavorare e viaggiare tra Italia, Francia e Sud America. Nel 2020, mentre il mondo si ferma all’improvviso, loro decidono di fermarsi davvero. C'è un ettaro di vigna della famiglia di Tommaso che per anni è stato affidato a un vicino. Perché non provare a gestirlo in prima persona? Così iniziano: segnando le piante da sostituire, convertendo i vigneti al biologico e producendo le prime mille bottiglie. Oggi ne producono circa diecimila, ma lo spirito è rimasto lo stesso: crescere lentamente, rispettando i tempi della terra e quelli delle persone che la coltivano.
Con Tommaso Cappa siamo a Valdibà, una delle colline storiche del Dolcetto di Dogliani, poco prima che le Langhe lascino spazio all'Alta Langa. Le vigne circondano una piccola borgata nascosta tra i boschi, lontana dalle zone più battute. Per Tommaso e Agnese questa è una fortuna: vivere in un paesaggio dove bosco, biodiversità e agricoltura convivono ancora. In cantina le fermentazioni sono spontanee e gli interventi ridotti al minimo, perché ogni vino possa raccontare davvero l'annata e il luogo da cui nasce. Qui il territorio non è uno slogan, ma la base di ogni scelta.
Ci siamo riconosciuti subito nel modo di lavorare di Tommaso Cappa. Per Tommaso e Agnese il vino nasce prima in vigna, poi in cantina: osservare, capire e intervenire solo quando serve. Lavorano in biologico, con attenzione all'ambiente che li circonda e senza rincorrere mode o scorciatoie. Ne nascono vini artigianali, onesti e territoriali, che parlano di Dogliani con semplicità e carattere. È lo stesso motivo per cui li abbiamo scelti: perché dimostrano che un vino quotidiano può essere autentico, sostenibile e tutt'altro che banale.




