Il Sangiovese toscano: il vino da tavola più nobile d'Italia
Il Sangiovese è il vitigno più coltivato in Italia e l'anima di quasi tutti i grandi rossi toscani — dal Chianti al Brunello di Montalcino, dal Morellino di Scansano al Vino Nobile di Montepulciano. Ma prima di diventare l'emblema dell'enologia italiana d'eccellenza, il Sangiovese era il vino del contadino, dello sfuso in damigiana, del fiasco di paglia portato in tavola senza tanti complimenti. È quella tradizione che su Sfusobuono vogliamo tenere viva: Sangiovese artigianale in Bag in Box, vinificato senza lieviti selezionati, senza chiarificanti, con la stessa filosofia di chi il vino lo faceva per berlo, non per esibirlo. Il Sangiovese si distingue per il suo colore rubino vivace, la spiccata acidità — che lo rende particolarmente beverino e gastronomico — tannini presenti ma mai aggressivi e un profilo aromatico dominato da ciliegia, prugna, viola e note di terra rossa. Vinificato in acciaio e bevuto giovane, esprime freschezza e immediatezza; con un breve passaggio in cemento o in botti grandi sviluppa maggiore complessità senza perdere il carattere diretto che lo rende insostituibile a tavola.
Le cantine: Antonio Camillo e Buondonno
Antonio Camillo è un vignaiolo della Maremma toscana, zona che si estende tra Grosseto e il confine laziale, con un'identità vinicola ancora in parte selvaggia e meno codificata rispetto al Chianti. Lavora su un blend di uve autoctone maremmane — Ciliegiolo, Sangiovese, Alicante — con vinificazioni naturali, fermentazioni spontanee in tini di cemento e solfiti aggiunti vicino allo zero. I suoi vini hanno una beva diretta e carnosa, molto legata al territorio. Produce anche un bianco macerato di grande carattere — blend di uve bianche della Maremma con qualche giorno di contatto sulle bucce — che è uno degli orange wine più interessanti del catalogo Sfusobuono. Buondonno è un'azienda agricola biologica certificata sulle colline del Chianti Classico, che produce un Rosso Toscana IGT da Sangiovese in purezza con approccio biodinamico e certificazione biologica UE. Il risultato è un rosso più elegante e floreale rispetto al Camillo, con tannini setosi e una finezza che racconta le origini chiantigiane.
Le zone vinicole della Toscana: Maremma, Chianti e oltre
La Toscana è una regione enologicamente complessa, con oltre 40 denominazioni DOC e DOCG distribuite su un territorio molto vario. Il Chianti Classico — tra Firenze e Siena — è la zona più famosa al mondo per il Sangiovese, con vini eleganti e longevi. La Maremma Toscana, dove opera Antonio Camillo, è invece la frontiera più selvaggia e interessante del vino toscano contemporaneo: terreni vulcanici e calcarei, vitigni autoctoni rari, produttori artigianali che lavorano con libertà lontano dai disciplinari più restrittivi. Il Morellino di Scansano, nella Maremma meridionale, e la Val di Cornia, vicino alla costa, sono altre zone in forte crescita qualitativa. Più a nord, la Val d'Elsa e la Valdera producono Sangiovese e uvaggi di ottima qualità quotidiana — esattamente il tipo di vino adatto al formato Bag in Box.
Con quali piatti abbinare i vini toscani in Bag in Box
Il Sangiovese toscano è il vino gastronomico per antonomasia: alta acidità, tannino presente e profilo austero lo rendono il compagno ideale di piatti ricchi di umami, grassi animali e sapori decisi. L'abbinamento storico è con la bistecca alla fiorentina — la carne di Chianina con la sua succulenza e il suo grasso amaricante trova nel Sangiovese un contraltare perfetto. Ma il toscano in Bag in Box funziona altrettanto bene con il cinghiale in umido, i pici al ragù di carne, la ribollita, la pappa al pomodoro e qualsiasi piatto della cucina povera toscana. I formaggi stagionati — pecorino di Pienza, Marzolino, Caciotta senese — si abbinano benissimo con un rosso di buona struttura. Per il bianco macerato di Antonio Camillo, il campo di gioco si sposta verso i formaggi di media stagionatura, i salumi toscani come la finocchiona e la sopressata, e i piatti di funghi — porcini trifolati o risotto ai funghi di stagione — dove la struttura tannica del macerato trova un interlocutore all'altezza.