La Puglia e la sua tradizione vinicola
Con oltre 100.000 ettari vitati, la Puglia è la regione italiana che produce più uva. Per decenni ha alimentato le cantine del Nord come vino da taglio anonimo; negli ultimi vent'anni ha ritrovato la sua identità, grazie a una nuova generazione di vignaioli artigianali che valorizzano i vitigni autoctoni e le pratiche naturali in vigna e in cantina. Il vino sfuso pugliese ha una tradizione secolare: il Bag in Box ne è oggi la versione più moderna e pratica, capace di portare questi vini direttamente a casa tua preservandone freschezza e qualità.
I vitigni autoctoni della Puglia
Il Negroamaro è il vitigno più rappresentativo della regione, coltivato soprattutto nel Salento. Dà vita a vini rossi dal profilo fruttato e speziato - note di ciliegia, prugna e sottofondo erbaceo - e a rosati dal colore intenso e dalla beva fresca, molto diversi dai rosé pallidi di tendenza. Il Primitivo, coltivato a Manduria e nella zona di Gioia del Colle, produce rossi potenti, caldi e ricchi di frutto maturo. L'Aglianico e il Pampanuto, meno noti ma altrettanto interessanti, trovano la loro espressione migliore nella zona della Murgia, dove suoli calcarei e clima continentale producono vini più tesi e minerali. Tra i bianchi, Verdeca e Bombino Bianco si distinguono per la loro freschezza e le note agrumate, perfette per le tavole estive.
Le aree vinicole della Puglia
La Puglia si estende per quasi 400 km da nord a sud, e le differenze territoriali si riflettono direttamente nel carattere dei vini. A nord, la Daunia e l'Alta Murgia si caratterizzano per terreni calcarei e un clima più continentale, che produce vini con buona acidità e struttura. A Minervino Murge ha sede la cantina Morasinsi, che lavora su varietà autoctone come Pampanuto e Aglianico con metodi naturali e lieviti indigeni. Al centro, la Valle d'Itria e la zona di Castel del Monte danno vita a vini più eleganti e complessi, con denominazioni come il Nero di Troia e il Bombino Nero. A sud, il Salento è la patria del Primitivo di Manduria e dei grandi rosati a base Negroamaro, con denominazioni come Alezio, Brindisi e Salice Salentino.
Con quali piatti abbinare i vini pugliesi
I bianchi pugliesi in Bag in Box sono compagni naturali di antipasti di mare, frittura di paranza e orecchiette alle cime di rapa. I rosati - strutturati e dal colore carico, lontani dai rosé da aperitivo - si abbinano benissimo a panini con il pesce fritto, focaccia barese, taralli e piatti di pesce alla griglia. I rossi a base Negroamaro o Primitivo trovano il loro abbinamento ideale con le carni alla brace, le bombette pugliesi, i ragù di carne e i formaggi stagionati come il Canestrato di Moliterno. Vini da tavola in senso pieno, nati per accompagnare i pasti, non solo per essere degustati.