I FORESTIERI
Dario ed Ezequiel sono I Forestieri e la loro storia non è proprio classica. Uno arriva da Pisa, l’altro dall’Argentina, si incontrano in Maremma, dove Ezequiel ha iniziato a recuperare vitigni di 70-80 anni, con un’idea molto chiara: fare vino senza scorciatoie. Niente chimica, né in vigna né in cantina, solo uva e lieviti indigeni. Il progetto nasce quasi per gioco, ma diventa presto una missione: recuperare vecchie vigne abbandonate e ridare valore a un territorio che rischiava di perdersi. Romantico sì, ma anche molto concreto.
Siamo nell’Alta Maremma, tra Roccatederighi e Sassofortino, nel Parco delle Colline Metallifere. Un territorio complesso, che cambia continuamente sotto i piedi: rocce vulcaniche, galestro, arenarie. Le vigne sono sparse tra i 200 e i 600 metri, immerse tra macchia mediterranea e boschi. E poi c’è la cosa più bella: le parcelle miste. Filari dove Sangiovese, Trebbiano, Ciliegiolo e altre varietà convivono insieme, come una volta. Qui la biodiversità non è una scelta di marketing, è la base di tutto. Ed è proprio questa varietà che ritrovi nel bicchiere.
I Forestieri fanno vino senza filtri, in tutti i sensi. E questa è esattamente la nostra visione: rispetto per la terra, zero compromessi, tanta sostanza. Come dice Dario: "Il vino sfuso è una delle forme più antiche e autentiche del vino; un rapporto diretto tra produttore e chi beve, senza packaging inutili e senza speculazioni." Noi la pensiamo esattamente così. Quando trovi qualcuno che lavora in questo modo, e che dimostra che la qualità non dipende dal formato, vuoi averlo dalla tua parte. Ecco perché I Forestieri sono su Sfusobuono.
